Sinopsis
Bouvard e Pécuchet, pubblicato postumo nel 1881, è l'ultimo romanzo di Gustave Flaubert e rappresenta una delle sue opere più ironiche e disincantate. Il libro racconta la storia di due copisti parigini, Bouvard e Pécuchet, che, dopo aver ricevuto un'eredità, decidono di ritirarsi in campagna per dedicarsi allo studio e alla ricerca del sapere.
Animati da entusiasmo e fiducia nella scienza, i due amici si immergono in una lunga serie di discipline — agricoltura, medicina, chimica, archeologia, filosofia, pedagogia — con l'obiettivo di comprendere e dominare ogni ambito della conoscenza. Tuttavia, ogni loro tentativo si conclude con un fallimento, spesso grottesco e comico, mettendo in luce la superficialità delle teorie studiate e l'incapacità dei protagonisti di applicarle con senso critico.
Attraverso questa struttura ripetitiva e satirica, Flaubert costruisce una feroce critica all'illusione del progresso illimitato e alla presunzione enciclopedica del sapere moderno. Il romanzo diventa così una parodia dell'erudizione e una riflessione amara sulla mediocrità umana.
L'opera, rimasta incompiuta, doveva concludersi con un "Dizionario dei luoghi comuni", progetto in cui Flaubert intendeva raccogliere frasi fatte e cliché della società del suo tempo. Questo elemento rafforza il carattere satirico del romanzo, che smaschera la banalità e la ripetitività del pensiero collettivo.
Bouvard e Pécuchet è oggi considerato un testo anticipatore della modernità letteraria, per il suo spirito ironico, la sua struttura sperimentale e la sua critica radicale alla fiducia cieca nel sapere.